Le patologie più comuni: TUMORE AL FEGATO - DOC GENERICI

TUMORE AL FEGATO

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Diagnosi

Per formulare la diagnosi, il medico, dopo una raccolta anamnestica accurata, valuterà gli esami di laboratorio e l'esame obiettivo; prescriverà ulteriori esami strumentali di accertamento diagnostico e la biopsia epatica, o agospirato, che rappresenta l'esame principale per la conferma di tumore epatico. Dopo aver diagnosticato un cancro epatico, l'iter diagnostico prevede l'esecuzione di esami di completamento, per valutare l'estensione della neoplasia.

Esami ematochimici:

AFP (Alpha Fetal Protein): è una glicoproteina. Il rialzo dei valori di Alfa Feto Proteina (AFP superiori alla norma > 10-15 ng/ml) possono far sospettare un tumore del fegato, ma poiché il rialzo di tale glicoproteina può avvenire anche in occasione di altre patologie epatiche ( epatite virale cronica, cirrosi) o a causa di altre patologie tumorali (per es: tumore del testicolo), nonché in corso di gravidanza, l'esame non può ritenersi diagnostico.

Transaminasi (AST,ALT, GammaGT), bilirubina totale e frazionata, elettroforesi proteica, proteine totali: sono, tra gli esami ematici, quelli indicativi della funzionalità epatica.

Ecografia: è un esame non invasivo, privo di rischi, utile per definire l'estensione del tumore (dimensione e numero di noduli) e l'eventuale presenza di trombi (coaguli di sangue che occludono i vasi) nei rami della vena porta. L'esame ecografico può essere esteso alla cavità addominale e consente di rilevare la presenza di liquido nell'addome (ascite) o ipertensione della vena porta.

Agobiopsia epatica: viene effettuato in anestesia locale; tramite un ago sottile che attraversa la parete addominale, si preleva un campione di tessuto epatico, sotto guida ecografica o con la guida dell'immagine della TC. Il prelievo può essere effettuato anche in laparoscopia o attraverso una piccola incisione addominale. Il campione prelevato viene inviato in laboratorio per l'esame istologico, che permetterà di formulare la diagnosi.

Tomografia computerizzata (TC): fornisce un'immagine dettagliata del fegato, degli organi vicini e dei vasi sanguigni; per una valutazione migliore, può essere effettuata utilizzando del mezzo di contrasto.

Risonanza magnetica (RMN): sfrutta variazioni di campi magnetici per costruire immagini di organi interni al corpo; permette una migliore visualizzazione, rispetto alla TC dei tessuti molli. Le zone colpite da un tumore forniscono immagini che possono essere distinte da quelle dei tessuti sani.

Angiografia epatica: è un esame radiologico, che prevede l'utilizzo del mezzo di contrasto, iniettato nell'arteria epatica; in tal modo si visualizzano i vasi che irrorano il fegato ed eventuali tumori. Attualmente questa tecnica riveste più un ruolo terapeutico (chemioembolizzazione) che diagnostico, essendo stata sostituita da RMN e TC.

Tomografia ad emissione di positroni (PET-TC): questa sofisticata tecnica, non invasiva, prevede lo studio del metabolismo glucidico delle cellule neoplastiche, somministrando endovena un tracciante F18 FDG. Utilizzata per lesioni metastatiche o primitive del fegato.

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