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BUFALE SOTTO IL SOLE

È vero che sotto l’ombrellone non serve la crema solare?

Sole e falsi miti: sotto l’ombrellone non serve la crema solare?

Sole e falsi miti: sotto l’ombrellone non serve la crema solare?

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Sole sì o sole no? Fa male o fa bene? Mettere la crema solare sì, ma quanta, quando e ogni quanto tempo? Sono tutte domande per le quali non sempre abbiamo risposte certe ed è dunque facile sbagliare. Ma l’errore più comune è quello di pensare che basti stare all’ombra per proteggersi. O che attraverso i vestiti non passino le radiazioni. Ecco cosa c’è da sapere su uno degli errori più comuni in cui si incappa sotto al sole e che può danneggiare la salute.

 

I luoghi comuni da sfatare

  1. L’errore più frequente? Pensare che i raggi solari non attraversino gli abiti. Le radiazioni solari, invece, riescono ad attraversare con facilità molti tipi di tessuti, compreso quello dell’ombrellone, raggiungendo la pelle.
  2. Occhio all’effetto specchio. Uno studio clinico condotto negli Stati Uniti ha anche sottolineato che, poiché acqua e sabbia riflettono i raggi solari e quindi indirettamente colpiscono il corpo, a maggior ragione si rende necessaria anche sotto l’ombrellone l’applicazione di creme solari per tutelare al meglio la salute della pelle.

 

Sole sì

Non è un nemico in senso assoluto, anzi. Il sole è anche un grande alleato della salute:

  • Sintetizza, grazie alle sue radiazioni, la vitamina D, importantissima per la salute dell’organismo.
  • Migliora l’umore, facilitando il rilascio delle endorfine (“morfine endogene” cioè proteine prodotte dal cervello con attività simile alla morfina).
  • Migliora la funzione barriera della pelle.
  • Ha un effetto benefico sulle malattie della pelle come psoriasi, vitiligine, dermatite atopica, sclerodermia.
  • Le radiazioni solari, inoltre, possono influenzare i bioritmi, aumentare le difese immunitarie e alleviare i dolori artritici.

 

Sole, attenzione a…

Non si deve pretendere di abbronzarsi in fretta. Per non danneggiare i tessuti (con una serie di effetti secondari anche gravi, nel tempo), l’esposizione deve essere graduale. Ecco perché:

  • I raggi ultravioletti (UV) che abbronzano la pelle sono infatti radiazioni elettromagnetiche, potenzialmente dannose per la salute.
  • Le radiazioni UV emesse dal sole sono di 3 tipi: radiazione UVA, UVB e UVC, a seconda della lunghezza d’onda associata, e quindi dell’energia (la più alta è quella degli UVC, la più bassa è quella degli UVA).
  • Maggiore è l’energia della radiazione UV e maggiore è la sua capacità di produrre effetti dannosi.
  • I raggi UVC, i più dannosi, sono per fortuna completamente filtrati dall’atmosfera e non raggiungono la superficie terrestre.
  • I raggi UVA e i raggi UVB sono invece bloccati solo in parte dall’atmosfera e possono determinare sia l’abbronzatura che le scottature;
  • i raggi UVA – che rappresentano il 95% della radiazione solare che arriva sulla Terra – pur avendo energia minore degli UVB penetrano nella pelle più profondamente e si ritiene che siano un fattore molto più influente per il foto-invecchiamento (invecchiamento cutaneo causato dal danno cronico provocato dai raggi ultravioletti), per le rughe e per i tumori della pelle.

 

Proteggersi dagli aspetti nocivi dei raggi solari

  • Crema solare? È indispensabile e va applicata ogni 2 o 3 ore e ogni volta che ci si bagna.
  • Da non dimenticare che i raggi solari non si lasciano fermare del tutto, oltre che dall’ombrellone, neanche dal cielo nuvoloso.
  • È raccomandabile esporsi al sole, anche con la protezione solare, solo nelle ore meno calde quando il livello delle radiazioni UV è più basso, evitando così le ustioni solari, specie sulla pelle dei bambini. Se notate arrossamenti sulla pelle sappiate che è già troppo tardi, si è già preso troppo sole!
  • La pelle resta danneggiata ogni volta che si verificano ustioni cutanee ed aumenta il rischio di cancro della pelle (melanoma).
  • Occhi, incarnato e capelli (che costituiscono il cosiddetto fototipo) possono dirci molto su quanto siamo fragili o resistenti di fronte all’esposizione solare perché il colore della pelle incide sulla sua capacità di assorbire i raggi UV.
  • Ogni tipologia di pelle richiede, quindi, un fattore protettivo adeguato. Se, ad esempio, si ha una carnagione molto chiara con lentiggini, occhi azzurri e capelli rossi bisogna utilizzare una fotoprotezione estrema; al contrario, pelle scura, occhi scuri e capelli neri necessitano, generalmente, di una fotoprotezione più bassa.

Fonte:
https://www.issalute.it/index.php/falsi-miti-e-bufale/i-farmaci/916-sotto-l-ombrellone-non-serve-la-crema-solare?highlight=WyJzb2xlIl0=