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ANSIA O ATTACCHI DI PANICO

Vi è mai capitato?

Ansia o attacchi di panico, vi è mai capitato?

Ansia o attacchi di panico, vi è mai capitato?

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In realtà è quasi certo. A tutti, infatti, nel corso della vita, è capitato di provare una sensazione di ansia e di panico, perché si tratta di una risposta naturale a situazioni stressanti o ritenute pericolose. L’ansia non è necessariamente negativa, anzi. È una risposta dell’organismo a determinate situazioni di possibile pericolo, che spinge ad agire velocemente. Quando è troppa o capita in situazioni inappropriate o, addirittura, sfocia in veri e propri attacchi di panico, è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia. Perché curarla e gestirla è possibile.

L’ansia può essere anche positiva? Esatto. Ecco quando lo è e quando, invece, no.

 

Come si presenta?

Inutile girarci intorno, l’ansia è una sensazione di disagio. Può variare da lieve a grave e può includere sensazione di preoccupazione e paura.

 

Quando è positiva?

Quando l’ansia è appropriata alla situazione è una risposta utile per la nostra stessa sopravvivenza. In caso di pericolo, l’ansia provoca una risposta di attacco o di fuga e tutte le modificazioni, come l’aumento del flusso di sangue al cuore e ai muscoli, che servono per fuggire o per affrontare un aggressore.

 

Quando, invece, l’ansia è “negativa”?

Quando l’ansia insorge in situazioni non appropriate, è presente spesso oppure è molto intensa e dura così a lungo da interferire con le attività della vita quotidiana. In questo caso, è raccomandabile segnalarlo al proprio medico.

 

Se l’ansia si aggrava e diventa attacco di panico

La forma più grave di ansia è il panico.

Di cosa si tratta?

  • Un attacco di panico insorge molto rapidamente.
  • Di norma i sintomi raggiungono la massima intensità in 10 minuti per poi scomparire nell’arco di alcuni minuti.

L’attacco di panico si verifica quando, senza una ragione apparente, ci si sente improvvisamente in preda a una paura molto intensa associata spesso a:

  • paura di morire,
  • sensazione di perdere il controllo o di impazzire,
  • sensazioni di irrealtà
  • sensazione di essere distaccato da sé stesso (depersonalizzazione).

Durante un attacco di panico, inoltre, sono presenti numerosi sintomi che allarmano la persona in preda all’attacco, come, ad esempio:

  • palpitazioni,
  • aumento della frequenza cardiaca,
  • sudorazione,
  • tremore,
  • sensazione di fiato corto,
  • sensazione di soffocamento,
  • dolore al petto,
  • nausea o dolori addominali,
  • vertigini o sensazione di svenimento,
  • parestesie (sensazioni di formicolio o di intorpidimento).

Nella maggior parte dei casi gli attacchi di panico durano da 5 a 20 minuti. In alcuni casi possono durare fino a un’ora.

 

Imparare a gestire gli attacchi di panico

Sebbene gli attacchi di panico spaventino molto, non sono pericolosi. Un attacco di panico non causerà alcun danno fisico. Bisogna, però, essere consapevoli del fatto che la maggior parte dei sintomi presenti in un attacco di panico possono anche essere sintomi di altre condizioni o malattie.

Il disturbo di panico si ha quando gli attacchi si ripetono, spesso in modo imprevedibile, senza alcuna causa evidente, causando preoccupazione persistente per un mese o più per la possibilità di avere un altro attacco di panico.

Un aspetto da non sottovalutare: il disturbo di panico può peggiorare la qualità della vita perché può portare ad altre paure, a disturbi della salute mentale, essere all’origine di problemi al lavoro o a scuola e indurre isolamento sociale.

Non tutte le persone che hanno avuto attacchi di panico soffrono anche del disturbo di panico perché gli attacchi di panico possono essere inquadrabili anche in altri tipi di disturbi.

 

Alcune persone hanno attacchi di panico solo in risposta a situazioni specifiche

Ad esempio, possono avere una paura eccessiva o irragionevole degli spazi chiusi (claustrofobia) e avere un attacco di panico quando si trovano in tale situazione. Mentre la maggior parte degli individui con fobie manifestano gli attacchi di panico solo di fronte alla situazione, o all’oggetto, che fa scattare in loro la paura, gli episodi causati dal disturbo di panico si verificano senza preavviso e senza motivo evidente.

 

Il primo step è il medico

È raccomandabile che chi presenta frequenti attacchi di panico o i sintomi del disturbo di panico si rivolga al suo medico al più presto in modo da escludere malattie (ad esempio, ipertiroidismo, tachicardia atriale parossistica, prolasso della valvola mitrale) che possono provocare una sintomatologia simile. Il disturbo di panico è curabile ed è possibile guarire completamente.

 

Attenzione alla cronicizzazione

Tuttavia, se non viene trattato in tempo, il disturbo di panico può cronicizzarsi e si può instaurare il circolo vizioso della paura. Il trattamento mira a ridurre il numero di attacchi di panico e ad alleviare i sintomi e si avvale della terapia cognitivo-comportamentale e di quella farmacologica nei casi in cui questa sia indicata.

 

Durante un attacco di panico: cosa fare nella pratica

In caso di insorgenza di un attacco di panico è consigliabile rimanere dove ci si trova, respirare lentamente e profondamente, ricordare a sé stessi che l’attacco passerà, concentrarsi su immagini positive, pacifiche e rilassanti, ricordarsi che non ci si trova in pericolo di vita.

Per prevenire ulteriori attacchi di panico può essere di aiuto fare regolare esercizio fisico per ridurre lo stress e la tensione, fare ricorso a terapie complementari come massaggi e aromaterapia, o ad attività come yoga e pilates, che favoriscono il rilassamento, non abusare di cibi e bevande zuccherati, evitare la caffeina e l’alcol e smettere di fumare. Le tecniche di respirazione sono invece utili per alleviare i sintomi.

Nota: Le informazioni riportate in questo testo non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita, la prescrizione del medico.

 

Bibliografia

Istituto Superiore di Sanità. Disturbo di panico. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/attacchi-di-panico

NHS. Panic Disorder.