VENT’ANNI DEI FARMACI EQUIVALENTI IN ITALIA, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

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VENT’ANNI DEI FARMACI EQUIVALENTI IN ITALIA, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

A 20 anni dall’immissione in commercio dei primi farmaci equivalenti e biosimilari, i risultati parlano: 4 miliardi di risparmi e prezzo medio dei farmaci di marca in netta diminuzione. 

È questo il bilancio di Assogenerici, che ha da poco celebrato i 20 anni dall'introduzione sul mercato italiano di equivalenti e biosimilari.

«Dal 2000 ad oggi, senza farmaci equivalenti e biosimilari la spesa farmaceutica sarebbe stata di 4 miliardi più alta», dichiara Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici.
 Maggiori oneri che si sarebbero ripercossi sull’accesso alle cure, e che hanno invece permesso di curare molti più malati. 

Mentre il 35% circa dei cittadini italiani preferisce il generico (più al nord che al sud), i restanti che optano per il farmaco di marca devono pagare di tasca propria la differenza (una spesa a carico dei privati cittadini che si attesta a circa 980 milioni di euro l’anno, secondo i dati Ims Health).

Sempre secondo Ims Health, il paradosso più forte sta nel fatto che i cittadini delle regioni italiane con reddito pro capite più basso sono quelli che più frequentemente in farmacia accettano di pagare il ticket richiesto per acquistare un farmaco di marca al posto dell’equivalente a totale carico del SSN. 

Nonostante il mercato italiano abbia ancora molta strada da fare per allinearsi a quello europeo, l’ingresso dei farmaci equivalenti ha portato ad un calo sostanziale dei prezzi dei farmaci di marca. Infatti, sempre secondo l’Ims Health, dal 2010 al 2015 il prezzo medio dei farmaci con obbligo di prescrizione è diminuito di circa il 15%.

«Se nel nostro paese si è riusciti nel tempo a sostenere la spesa farmaceutica e a permettere l’adozione progressiva dell’innovazione lo si deve alla presenza di un settore, quello dei medicinali equivalenti e biosimilari, dinamico e competitivo», dice Enrique Häusermann. «In questo delicato momento economico e istituzionale, il nostro impegno è di essere sempre al fianco del Servizio Sanitario Nazionale, come un’importante risorsa nell’impegno complessivo per la sua sostenibilità. I farmaci generici equivalenti e biosimilari rappresentano uno strumento particolarmente adatto a coniugare accesso alle terapie per un più ampio numero di pazienti e sostenibilità, perché contribuiscono, per loro natura, sia al processo di razionalizzazione della spesa pubblica, sia alla crescita economica del Paese. Di qui il valore etico ancor prima che economico del ‘bene farmaco’», prosegue il presidente di Assogenerici. «Un valore del quale siamo profondamente convinti e sul quale si fonda la missione delle aziende che aderiscono alla nostra associazione».


Fonti e approfondimenti: 

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