ALIMENTI E MEDICINALI, QUANTO NE SAI?

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ALIMENTI E MEDICINALI, QUANTO NE SAI?

Alimenti e medicinali, quanto ne sai? 

A tutti è ormai noto che l’alimentazione sana, di cui un ottimo esempio è la dieta mediterranea, nel medio/lungo periodo può prevenire gravi patologie (ad es. il diabete, le malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro) e, di conseguenza, la necessità di dover ricorrere all’utilizzo di farmaci. 

Meno diffusa è la conoscenza che nei soggetti che assumono medicinali, gli alimenti possono interagire con i farmaci in modi anche molto diversi e che queste interazioni possono causare degli effetti indesiderati.


Attenzione all’interazione tra farmaci e alimenti

L’interazione più comune è quella che interessa l’assorbimento dei farmaci ma il cibo può interferire anche con l’azione dei farmaci, con la loro trasformazione ed eliminazione dall’organismo. Nei casi in cui, ad esempio, l’interazione con gli alimenti provoca una riduzione dell’assorbimento di un farmaco, come nel caso di alcuni antibiotici e dei bifosfonati (farmaci usati nel trattamento dell’osteoporosi), una quantità minore di farmaco sarà disponibile per svolgere la sua azione e quindi l’efficacia di quel farmaco potrà risultare compromessa in parte o anche del tutto.


Nella grande maggioranza dei casi, gli effetti delle interazioni del cibo con i medicinali sono modesti, non modificano significativamente l’effetto dei farmaci e non comportano conseguenze negative per la salute. In alcuni casi, per fortuna rari, l’interazione del cibo con i farmaci può avere conseguenze anche molto gravi.


Dal punto di vista pratico gli alimenti a cui bisogna prestare attenzione quando si fa uso di medicinali sono soprattutto l’alcol, il latte e i suoi derivati, il succo di pompelmo, i cibi ricchi di vitamina K, i cibi ricchi di potassio, gli alimenti e le bevande con un elevato contenuto di tiramina, la caffeina e la liquirizia.


Farmaci e alcol

Quando si assumono medicinali di qualunque tipo, compresi i medicinali da banco, è raccomandabile evitare o almeno limitare il consumo di bevande alcoliche perché l’alcol può interagire con numerosi farmaci riducendone l’efficacia o inducendo la comparsa, o il peggioramento, degli effetti indesiderati di numerosi farmaci. L’interazione di molti farmaci con l’alcol provoca sonnolenza e quindi un rischio elevato di incidenti in tutte quelle attività che, come la guida, richiedono attenzione. Nelle persone che fanno uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), compresa l’aspirina, il consumo alcol si associa a un aumento del rischio di sanguinamento dello stomaco. Ben noto è anche l’aumento del rischio di gravi danni al fegato che comporta la contemporanea assunzione di bevande alcoliche e di paracetamolo un farmaco di uso molto comune ad azione antidolorifica e antifebbrile. Anche quando si assumono statine (una classe di farmaci usati per ridurre il colesterolo) è opportuno evitare le bevande alcoliche perché l’alcol può aumentare il rischio di danni al fegato. Fra i farmaci che possono interagire in modo dannoso con l’alcol vanno ricordati gli antistaminici, gli ansiolitici, i sedativi, gli ipnotici, gli antidepressivi, gli antipsicotici, gli oppiacei, i nitrati, alcuni antipertensivi, gli antidiabetici, alcuni farmaci impiegati nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. 


Alimenti e tipologie di farmaci

Il latte e i suoi derivati (yogurt, formaggi, gelati) riducono l'assorbimento delle tetracicline (una classe di antibiotici) per cui le tetracicline vanno assunte almeno un'ora prima o almeno due ore dopo di questi alimenti.

Il succo di pompelmo inibisce la trasformazione di numerosi farmaci, come conseguenza di tale inibizione i livelli di questi farmaci nell’organismo possono aumentare incrementando il rischio dell’insorgenza di reazioni avverse. Pertanto coloro che fanno uso di farmaci (ad es. atorvastatina, ciclosporina felodipina, midazolam, nisoldipina, simvastatina, triazolam e verapamil) il cui metabolismo è inibito dal succo di pompelmo farebbero bene a evitare questa bevanda. 

Il consumo di grandi quantità, o improvvisi cambiamenti nei consumi, di cibi ricchi di vitamina K (cavolfiori, spinaci, fagioli, lattuga, broccoli, cavoli, cime di rapa, cavolini di Bruxelles, ecc.) possono ridurre gli effetti della warfarina (un anticoagulante). 

Coloro che assumono farmaci antipertensivi (ACE-inibitori e alcuni diuretici) che possono aumentare la quantità di potassio presente nell’organismo devono evitati di consumare grandi quantità di cibi ricchi di potassio (ad es. arance, banane, verdure a foglia verde) perché l'aumento del potassio può comportare un aumento del rischio di reazioni avverse. 

Durante il trattamento con linezolid, con isoniazide (due antibiotici) o con antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori delle monoaminossidasi si deve di ingerire quantità eccessive di alimenti e bevande con un elevato contenuto di tiramina (ad es.  formaggi stagionati, vini rossi, bevande alcoliche non distillate, salsa di soia, estratti di lievito) perché possono causare un improvviso e pericoloso aumento della pressione arteriosa.


L’assunzione di caffeina (contenuta, oltre che nel caffè, nel tè, in alcune bevande di produzione industriale) dovrebbe essere evitata se si fa uso di preparati dimagranti, decongestionanti nasali o integratori alimentari contenenti efedrina o pseudoefedrina perché aumenta il rischio di gravi effetti indesiderati di tipo cardiovascolare. Il consumo di bevande contenenti caffeina può inoltre diminuire l'effetto dei farmaci ipnotici-sedativi o aumentare l’effetto dei farmaci stimolanti come il metilfenidato. 


Chi fa uso della digossina, un farmaco usato nell’insufficienza cardiaca e in alterazioni del ritmo cardiaco, è opportuno che eviti prodotti a base di liquirizia perché la liquirizia oltre a indurre un aumento della pressione arteriosa può aumentare la tossicità della digossina con il conseguente rischio di gravi effetti indesiderati.

In tutti i casi per evitare di correre inutili rischi, inclusi quelli legati all’interazione con gli alimenti, vale la raccomandazione di leggere con attenzione il foglio illustrativo prima di utilizzare qualsiasi medicinale e, in caso di dubbi, rivolgersi al medico o al farmacista.


Nota: Queste informazioni non devono sostituire la consultazione del medico o essere utilizzate per modificare la terapia.


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