FREDDO

Sai quali sono e come proteggere le categorie più a rischio?

Freddo: sai quali sono e come proteggere le categorie più a rischio?

Freddo: sai quali sono e come proteggere le categorie più a rischio?

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Con il freddo non si scherza. Se sottovalutato, può avere conseguenze anche molto gravi. E in particolare su categorie di persone considerate più a rischio per età, patologie o stile di vita. Ecco perché è bene sapere come comportarsi sia se apparteniamo ad una delle categorie considerate a rischio, sia se ne veniamo a contatto.

Freddo, sai chi corre più rischi?

Sicuramente i bambini e gli anziani. Poi le persone senza fissa dimora, come i clochard. Ma il freddo può avere un impatto importante anche sulle persone con patologie di vario tipo. Ecco i rischi:

– Maggior rischio di ictus, angina, infarto miocardico per aumento della pressione arteriosa e vasocostrizione, soprattutto in persone con malattie cardiovascolari
Riduzione della termoregolazione e della sensibilità al freddo in persone con diabete e altri disordini endocrini
– Maggior rischio di infezioni respiratorie e aggravamento o insorgenza di asma e broncospasmo, soprattutto in persone con broncopatie croniche
Aggravamento di patologie preesistenti e degli effetti acuti del freddo a causa di comportamenti alterati in persone con demenza e disturbi psichici

Le raccomandazioni per le persone a rischio:

Se tu o una persona a te vicina appartenete ad una categoria considerata a rischio, segui queste semplici raccomandazioni. Sembrano banali, ma non lo sono affatto. E troppo spesso se ne sottovalutano le conseguenze.

Soffri di malattie cardiovascolari?
– All’aperto copriti bene proteggendo viso e mani ed evita gli sforzi fisici
– Controlla più spesso del solito la pressione sanguigna
– Contatta il medico per eventuali aggiustamenti della terapia

Hai malattie respiratorie croniche?
– In casa controlla il microclima
– All’aperto tieni ben coperto naso e bocca per ridurre il rischio di broncospasmo, ed evita gli sforzi fisici
– Evita le zone ad elevato traffico: il freddo può potenziare l’effetto nocivo dell’inquinamento atmosferico
– Contatta il medico per eventuali aggiustamenti della terapia

In caso di diabete
– Riscalda adeguatamente gli ambienti interni
– Indossa un abbigliamento adeguato, in particolare presta attenzione a coprire in modo adeguato le estremità per te più a rischio, come mani e piedi
– Contatta il medico per eventuali aggiustamenti della terapia
– Presta molta attenzione alla dieta

Occhio agli anziani

Sono più suscettibili agli effetti delle basse temperature per una diminuita risposta del sistema di termoregolazione e per una ridotta percezione del freddo. Inoltre, le Persone molto anziane (over75) e con deficit fisici e/o psichici (es. malati di Alzheimer), che fanno uso di farmaci, sono più a rischio perché non sono in grado di gestire correttamente il riscaldamento domestico e di adottare comportamenti adeguati.

Quindi, in generale:
– Controlla che gli ambienti interni siano riscaldati adeguatamente e che le persone anziane indossino un abbigliamento adeguato.

– Attenzione al rischio di cadute, soprattutto in caso di ghiaccio e neve

– Se assisti una persona anziana o disabile, attento a monitorare il suo stato di salute e il suo comportamento e non esitare a chiamare il medico curante in caso notassi delle anomalie

Dai una mano alle persone senza fissa dimora

Hanno molte meno possibilità di ripararsi dal freddo. Quando sei in strada, tieni sotto controllo la situazione circostante. Se vedi un individuo in condizione di difficoltà, come un clochard o una persona con disagi psichici, non girarti dall’altra parte, potrebbe bastargli una notte al gelo invernale per non svegliarsi più. Ma tu cosa puoi fare? Moltissimo. Avvisa i servizi sociali, che interverranno prendendosi cura dei senzatetto e delle persone in difficoltà, offrendogli un tetto per la notte o coperte e cibo caldo.

Sai perché è importante avere un occhio di riguardo per neonati e lattanti?

Sono tra le categorie più minacciate dalle basse temperature perché non sono in grado di manifestare apertamente il disagio da freddo, ma anche perché la loro termoregolazione corporea è meno efficace e rischiano di entrare rapidamente in situazioni di ipotermia.

Ecco le precauzioni per non correre rischi:
Presta attenzione alla temperatura corporea verificando che le parti del corpo non si presentino fredde o intorpidite (mani, piedi, volto) e, in caso di allarme meteorologico, è consigliabile non uscire di casa con neonati che abbiano meno di tre mesi di età.
Idrata il piccolo con regolarità.
Copri il corpo con più strati di tessuti caldi e asciutti, al riparo dall’umidità, anche in condizioni ambientali che apparentemente non sembrano particolarmente rigide; un cappellino, poi, deve sempre proteggere la testa del piccolo, perché il 30% della perdita di calore avviene attraverso il capo.
Evita di utilizzare il marsupio per il trasporto dei neonati: a livello delle gambe la circolazione è rallentata a causa dell’imbraco che comprime le cosce, di conseguenza la temperatura corporea può ridursi favorendo la comparsa di geloni.
Se parti in macchina per un lungo viaggio porta sempre a bordo indumenti di ricambio copertine, bibite calde (biberon in borsa isotermica) e almeno un pasto se è già stato svezzato.
Fonti:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_233_allegato.pdf

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=160&area=Vivi_sicuro